Malattie infettive emergenti

Nasce la Fondazione INF-ACT e parte il Progetto INF-ACT

15/12/2022

La Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico è stata selezionata tra i 25 tra atenei, enti pubblici e privati partecipanti alla Fondazione INF-ACT: un progetto integrato per affrontare le emergenze infettive sostenuto dai fondi PNRR. Capofila del networking scientifico è l’Università di Pavia, presso la quale lunedì 5 dicembre si è svolto il kick-off meeting del progetto.
Un progetto ambizioso e di ampio raggio che coniuga le principali minacce di oggi con quelle che potrebbero svilupparsi in futuro e che ha quindi un impatto operativo e organizzativo, oltre che scientifico. INF-ACT affronterà il problema delle possibili epidemie adottando un approccio One Health attraverso l’integrazione aspetti della salute umana con la condizione fisica animale e l’ambiente, il salto di specie del virus, le modifiche della fauna selvatica, i mutamenti climatici e le interazioni con l’uomo.
INF-ACT si svolge in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e con il CNR, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. È stato selezionato dal Ministero dell'Università e della Ricerca e finanziato con 114,5 milioni di euro, nell'ambito della Missione 4, “Istruzione e Ricerca” – Componente 2, “Dalla ricerca all’impresa” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – Linea di investimento 1.3, “Partenariati Estesi”, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU.

Sono cinque le tematiche principali al centro della sinergia operativa messa in campo dalla Fondazione INF-ACT: lo studio dei virus emergenti e riemergenti; lo studio di insetti e altri vettori che veicolano agenti patogeni e delle malattie a essi correlate; lo studio degli agenti patogeni resistenti agli antimicrobici e dei meccanismi di generazione e scambio di marcatori di farmacoresistenza; lo studio di nuovi sistemi di sorveglianza integrata epidemiologica e microbiologica (umana-animale-ambientale), identificazione di modelli per l’individuazione precoce di infezioni emergenti, messa a punto di meccanismi di alert e modelli matematici predittivi; e infine l’identificazione di nuovi bersagli per molecole ad attività antinfettiva, progettazione, sintesi e validazione di molecole con potenziale terapeutico con approcci in silico, in vitro, ex vivo e in modelli animali.

Il contributo della Fondazione Policlinico riguarderà le aree del progetto relative allo studio dell’antibiotico resistenza e lo studio della epidemiologia con sviluppo di modelli matematici per l’integrazione dei dati provenienti dalle reti cliniche di monitoraggio delle malattie infettive distribuite sul territorio nazionale.
“In entrambi questi ambiti la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico possiede un riconosciuto background scientifico testimoniato dall’intensa attività rivolta alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle infezioni determinante da patogeni muti-drug resistant (MDRO), una temibile causa di infezione a livello globale. Oltre che possedere una esperienza decennale nello studio di biomarcatori clinici utilizzati a fine diagnostico e prognostico nel corso di infezioni”, spiega la prof.ssa Silvia Angeletti, rappresentante della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. La Fondazione Policlinico ha avuto un ruolo determinante nella gestione della pandemia da SARS CoV-2 entrando a far parte della rete regionale (Coronet) e nazionale coordinata dall’ISS (ICoGen), dei Laboratori per la diagnosi e il tracciamento genomico delle varianti virali di SARS CoV2.
“La rilevanza di questo progetto, e quindi del contributo che la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico potrà dare, sta nel rafforzare le conoscenze sui patogeni emergenti, nel rafforzare le reti cliniche e lo scambio di dati fra le diverse realtà sanitarie in ambito nazionale e nel promuovere la ricerca e l’innovazione. Tutto questo permetterà di rispondere prontamente alle possibili emergenze sanitarie che potrebbero presentarsi nel futuro come è accaduto recentemente per la pandemia da SARS CoV-2”, conclude la prof.ssa Angeletti.

I membri della Fondazione INF-ACT

Università pubbliche: Università di Pavia, Università di Bari Aldo Moro, Università di Bologna, Università di Cagliari, Università di Catania, Università di Milano, Università di Napoli Federico II, Università di Padova, Università di Roma La Sapienza, Università di Siena, Università di Torino; enti pubblici: Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Associazione Istituti Zooprofilattici Sperimentali, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Istituto Nazionale di Genetica Molecolare; Università, IRCCS e altri enti privati: Humanitas University, Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto Sacro Cuore Don Calabria IRCCS, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, Istituto Mediterraneo per i Trapianti IRCCS, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Università Vita-Salute San Raffaele, Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, IRBM S.p.A.