Protesi d'anca, addio dolore e in piedi subito

Con l'anestesia PENG block meno effetti collaterali e un più rapido recupero muscolare

05/07/2023

Una nuova tecnica di anestesia loco-regionale per interventi di protesi d’anca, chiamata Pericapsular Nerve Group (PENG) block, è al centro di uno studio condotto dall’Unità di Anestesia e Rianimazione della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e risultato il terzo migliore contributo scientifico pubblicato nel 2021 su Anaesthesia, rivista ufficiale dell’Associazione degli anestesisti di Gran Bretagna e Irlanda e tra le più rilevanti in questo settore.

Lo studio, di cui è primo firmatario il dottor Giuseppe Pascarella e a cui hanno collaborato per l’Unità di Anestesia e Rianimazione i colleghi Fabio Costa, Alessandro Strumia, Eugenio De Quattro, Tiziana Coletta, Francesca Gargano e i professori Massimiliano Carassiti, Rita Cataldo e Felice Eugenio Agrò, dimostra come questa tecnica ecoguidata eseguita in interventi di protesi d’anca totale sia in grado non solo di diminuire il dolore post-operatorio, ma anche di assicurare un recupero rapido della mobilità articolare, condizione che riduce i tempi di degenza, diminuisce il rischio di eventi avversi come tromboembolie e infezioni e, non ultimo, contiene i costi ospedalieri.

Ed è qui l’aspetto innovativo di questa tecnica anestesiologica. Già da tempo, infatti, l’anestesia locoregionale ha permesso di diminuire il dolore post-operatorio e quindi il consumo di analgesici oppioidi, responsabili di diversi effetti collaterali. Tuttavia, agendo sul dolore dell’area sottoposta ad intervento, nelle ore successive può portare a un blocco motorio della muscolatura adiacente. Situazione che, proprio perché non consente al paziente di iniziare presto la riabilitazione, può compromettere la rapidità di recupero della mobilità muscolare, considerata fondamentale dalla moderna chirurgia ortopedica. Il PENG block, invece, agendo sui rami nervosi esclusivamente sensitivi comporta un miglioramento del dolore postoperatorio senza compromettere la funzionalità dei muscoli.

I risultati ottenuti sono frutto di un quotidiano lavoro di collaborazione tra l’Unità di Anestesia e Rianimazione e l’Unità di Ortopedia e Traumatologia, diretta dal professor Rocco Papalia, che ogni anno esegue circa mille interventi di protesi d’anca, avvalendosi delle più moderne tecniche chirurgiche.

Lo studio – un trial clinico condotto su 60 pazienti – è stato presentato recentemente dal dottor Giuseppe Pascarella, autore di numerosi articoli scientifici su questa tecnica, nell’ambito del simposio “Update in Total Hip Surgery”, organizzato dalla Società di Anestesia Locoregionale del Belgio (BARA). Una occasione per condividere esperienze e metodiche con i maggiori esperti europei.