San Giuseppe Moscati patrono del 118 e dell'emergenza sanitaria nazionale

Al via la petizione popolare

18/09/2019

L’idea si sviluppa in linea con l’apertura del pronto soccorso – prevista per la prossima primavera – che porterà un servizio al territorio e un impegno professionale di tantissime persone che troveranno nella figura del santo napoletano un punto di riferimento fondamentale.

UCBM per l’emergenza sanitaria

La petizione è stata presentata il 17 settembre all’Università Campus Bio-Medico di Roma in un evento cui hanno preso parte il dott. Mario Balzanelli, Presidente SIS 118, il Rettore dell'Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Raffaele Calabrò e il prof. Felice Eugenio Agrò, Direttore di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e le massime autorità dell’ateneo romano.
La raccolta firme sarà operativa in tutta Italia fino al 30 novembre, grazie a diverse iniziative, e avrà l’obiettivo di portare alla Conferenza Espiscopale Italiana la devozione di cittadini, pazienti, medici, infermieri, autisti-soccorritori del 118 e volontari dell’emergenza medico-chirurgica nazionale.

Le firme saranno consegnate a Roma al termine della raccolta. “Auspichiamo che la Conferenza Episcopale Italiana e la Santa Sede prendano a cuore la nostra richiesta, proclamando San Giuseppe Moscati Santo patrono del Sistema 118 e della Medicina e Chirurgia di Emergenza – Urgenza nazionale. Giuseppe Moscati è l'antesignano del 118. Era il primo ad accorrere sul paziente acuto e critico, il docente universitario che raggiungeva, senza pensarci due volte, gli ammalati più gravi, anche nel cuore della notte, fuori dall'ospedale. Il Sistema 118 vede Giuseppe Moscati come ‘faro nella notte', alleato potente, guida sicura per tutti gli operatori, medici, infermieri, autisti-soccorritori di tutto il Paese”, ha sottolineato nel suo intervento il presidente del SIS 118, dott. Balzanelli.

San Giuseppe Moscati (1880-1927) “è stato un grande medico, non solo come professionista ma come capacità di essere vicino alle persone. È l’obiettivo che il Campus Bio-Medico si è sempre posto: essere accanto ai malati e alle persone sofferenti”, ha aggiunto il Rettore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, prof. Raffaele Calabrò.  Medico, ma anche ricercatore, studioso e uomo di grande carità: “Un uomo che mise Dio al centro della sua vita e i malati al centro della sua azione, un esempio unico che vorremmo orientasse l’agire di tutte le persone impegnate nell’emergenza sanitaria, dai volontari ai primari di Pronto Soccorso. Nella sua azione seppe anche unire scienza e Fede in maniera inscindibile. Per lui studio e ricerca erano naturalmente finalizzati al bene della persona, quella ‘salus’ dei latini che era per lui al tempo stesso salute e salvezza”, ha spiegato il Direttore di Anestesia e Rianimazione del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, prof. Agrò.

Per la prima volta un’università italiana e una società scientifica uniscono le loro forze per dare sostegno al settore dell’emergenza sanitaria, legando il mondo del soccorso sanitario alla figura del medico proclamato Santo da Giovanni Paolo II nel 1987.