Un assistente virtuale per i pazienti affetti da Parkinson

L'uso delle nuove tecnologie per facilitare il rapporto medico e paziente

23/09/2020

Il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e IBM hanno unito le loro forze per realizzare “Parkinson bot“, un assistente virtuale, basato sull'intelligenza artificiale, in grado di rispondere alle domande relative al Parkinson 24 ore al giorno tutti i giorni. Si tratta di una delle prime soluzioni tecnologiche in Italia atta a migliorare l'accesso alle informazioni per i pazienti affetti da Parkinson e le loro famiglie. Soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, questo tipo di soluzione costantemente disponibile, può essere un valido aiuto nella gestione delle richieste di informazioni su una malattia che colpisce non meno di 300.000 persone in Italia.

Con questo progetto insieme a IBM, l'Università Campus Bio-Medico di Roma mira a migliorare la relazione con i propri pazienti, con le loro famiglie e con quanti cercano informazioni sul Parkinson, fornendo una fonte diretta di risposte clinicamente provate. Grazie a un consulente virtuale, abilitato da IBM Watson Assistant su public cloud IBM, sarà possibile porre domande in una forma di linguaggio colloquiale. L'assistente infatti non è un semplice “chatbot” istruito su un argomento, ma il primo punto di contatto per attivare un canale di informazione con i propri utenti interessati.

“È il primo passo nell'uso delle nuove tecnologie per facilitare la diffusione di affidabili informazioni mediche tra i pazienti e chi se ne prende cura, e aprire nuove strade per ulteriori sviluppi futuri” ha commentato il dott. Lazzaro Di Biase, Neurologo del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, che ha proposto il progetto e ne ha seguito lo sviluppo con il team IBM.

“L'emergenza causata dal covid-19 -spiega Floriana Ferrara, CSR Leader IBM Italia– ha messo in evidenza quanto la tecnologia possa essere un formidabile aiuto in ogni ambito, compreso quello sanitario. Per questo motivo abbiamo colto con entusiasmo la proposta di collaborazione da parte dell'Università per creare un supporto remoto che fornisse risposte efficaci. Abbiamo così messo al servizio di chi ha bisogno di assistenza le migliori competenze dei nostri volontari, oltre alle nostre tecnologie di AI e cloud, per creare un assistente virtuale per il Parkinson”.

L'assistente virtuale è stato istruito sulla caratterizzazione della malattia, sulle sue possibile cause, sulla descrizione dei principali sintomi sperimentati dai pazienti e sulle domande più frequenti che i medici hanno registrato nel corso degli anni. Il team di esperti IBM ha lavorato fianco a fianco con i medici del Policlinico Universitario durante la progettazione e la formazione del consulente.

Oggi l'Ospedale è in grado di utilizzare la soluzione realizzata, di arricchire i contenuti, di inserire e personalizzare l'offerta formativa in base alle reali esigenze dei malati, dei loro familiari e di tutti i i visitatori che possono accedervi attraverso il sito.

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