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Chiusura percutanea del dotto di Botallo

Presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico i pazienti adulti possono sottoporsi all'intervento di chiusura del dotto di Botallo con una tecnica percutanea mininvasiva.

Il dotto di Botallo è un’apertura che, nel feto, collega l’arteria polmonare con l’aorta. Subito dopo la nascita, il dotto si chiude da solo. In un bimbo su duemila, un’incidenza che nei nati prematuri sale a 16, può verificarsi la mancata chiusura del dotto. L’anomalia viene di solito diagnosticata nei primi anni di vita e il problema si risolve con l’intervento in età pediatrica.

A volte il difetto non viene rilevato e ci si accorge solo da adulti di avere ancora l’apertura tra aorta e arteria polmonare. La mancata chiusura del dotto nell'adulto rappresenta la seconda cardiopatia congenita più diffusa, che si manifesta sotto forma di aritmie, scompensi o infezioni a livello dell’apertura (endocarditi). Non per tutti i casi diagnosticati, però, c’è indicazione alla chiusura. Se le dimensioni del dotto sono piccole o se sono assenti conseguenze emodinamiche e sintomi nel paziente, il medico si può limitare a tenere sotto controllo l’anomalia.

La chiusura del dotto di Botallo si può eseguire per via percutanea, una metodica che abbrevia i tempi di degenza e ha vantaggi anche a livello estetico, evitando vistose cicatrici. L’operazione si effettua inserendo, attraverso i vasi femorali, un catetere che ha sull'estremità una sorta di ombrellino. Grazie al controllo radioscopico, i cardiologi riescono a raggiungere il dotto, a livello del quale azionano il sistema che va a chiudere il piccolo collegamento tra aorta e arteria polmonare.

Di solito, il paziente operato con questa tecnica torna a casa il giorno dopo l’intervento e nell'arco di un paio di giorni riprende le normali attività quotidiane.

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