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Procedura mininvasiva per la fibrillazione atriale

È disponibile al Policlinico Universitario Campus Bio-Medico la procedura mininvasiva di chiusura percutanea dell’auricola sinistra per le persone affette da fibrillazione atriale.

In base ai dati dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, oltre 600.000 persone sono affette da fibrillazione atriale e ogni anno circa 120.000 persone la sviluppano.

I pazienti colpiti da fibrillazione atriale hanno un rischio cinque volte più alto di avere un ictus gravato da elevata mortalità e, in assenza di terapia, circa un terzo di essi effettivamente lo sviluppa.

L'ictus in questi pazienti è dovuto alla formazione di coaguli di sangue (trombi) all'interno del cuore, che possono staccarsi e occludere i vasi cerebrali, con conseguente ischemia cerebrale.

L'esecuzione di una corretta terapia anticoagulante orale per fluidificare il sangue previene la formazione dei trombi, ma presenta diverse difficoltà, dalle molteplici interazioni con altri farmaci e con alcuni cibi, alla necessità di un controllo costante dei valori della coagulazione del sangue (INR). In uno studio pubblicato dalla rivista Archives of Internal Medicine emerge che soltanto un terzo dei pazienti con fibrillazione atriale realmente assume la terapia anticoagulante in modo adeguato.

Dato che circa il 90% dei trombi in pazienti con fibrillazione atriale si formano in una particolare zona dell’atrio sinistro, chiamata auricola da qualche anno è stata messa a punto una tecnica micro invasiva che permette di escludere l’auricola dal circolo sanguigno.

La chiusura percutanea dell’auricola sinistra prevede, attraverso il passaggio dalla vena femorale, il posizionamento di un doppio disco metallico nell'atrio sinistro che impedisce l’ingresso del sangue nell'auricola sinistra evitando la formazione di trombi. Dopo due giorni di degenza il paziente viene dimesso con l’indicazione di eseguire per pochi mesi soltanto una terapia mirata ad una maggiore fluidificazione del sangue (terapia anti-aggregante). Il paziente ha così raggiunto l’obiettivo di aver ridotto in maniera significativa il rischio di ictus e ha risolto il problema della gestione della terapia anticoagulante.

Tale procedura è attualmente eseguita in pochissimi centri di Cardiologia in Italia; presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma è stato recentemente approntato un programma specifico che ha reso possibile eseguire il trattamento dei pazienti con fibrillazione atriale mediante questa innovativa ed efficace procedura.

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