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Unità interdisciplinare per la cura dell’epatocarcinoma

Il carcinoma epatico è uno dei maggiori problemi sanitari sia nei paesi occidentali sia nelle regioni in via di sviluppo del mondo, e la sua prevalenza è destinata a crescere nei prossimi anni. La cura dipende dall'estensione della malattia oncologica nonché dal grado di disfunzione epatica, poiché circa il 90% dei tumori insorge in un fegato già cirrotico. La scelta del miglior trattamento è legata all'alta specializzazione degli operatori nonché alla discussione multidisciplinare.

Presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico sono a disposizione tutte le tipologie di trattamento:

  • trattamenti potenzialmente radicali, come la resezione epatica o l'ipertermia mediante termoablazione percutanea
  • trattamenti che si avvalgono dell'iniezione di chemioterapico con tecnica endovascolare selettivamente a carico dei vasi che nutrono la neoplasia (cosiddetta chemioembolizzazione)
  • chemioterapia sistemica con Sorafenib.

Qualora il caso esaminato fosse suscettibile di trapianto epatico o trattamento radioembolizzante, il paziente viene allora presentato ai centri di riferimento per la patologia.

Proprio con lo scopo di promuovere l'approccio interdisciplinare al tumore epatico, è nata nel 2009 l’Unità interdisciplinare per la cura dell'epatocarcinoma, deputata alla valutazione e alla cura dei pazienti affetti da neoplasia epatica primitiva (epatocarcinoma e colangiocarcinoma) grazie all'Unità Operativa di Medicina clinica ed Epatologia e in collaborazione con le aree specialistiche di Oncologia medicaDiagnostica per immagini e Chirurgia generale.

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