Malattie infettive emergenti: un anno di INF-ACT

Presentati i risultati raggiunti dal progetto, di cui è parte anche la Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico.

02/01/2024

Roma, 2 gennaio 2024 – Dallo sviluppo di nuovi materiali con proprietà antimicrobiche, alla scoperta degli effetti di famiglie virali finora trascurate, dalla realizzazione di biosensori per la diagnostica immediata e distribuita, alla condivisione delle banche dati di ricerca. Questi i principali risultati di un anno di lavoro del consorzio INF-ACT, di cui la Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico è parte, presentati nella tre giorni di studi “Malattie infettive emergenti: i traguardi del primo anno di lavoro del progetto INF-ACT” (19-21 dicembre 2023).

All'incontro sono stati discussi i risultati raggiunti dai 5 nodi di ricerca del Partenariato esteso PNRR-INF-ACT, per studiare con un approccio One Health le emergenze sanitarie attuali e future.

“È la ricerca che dà risposte” ha detto Anna Maria Bernini, Ministra dell'Università e della ricerca intervenendo alla tre giorni. “E può farlo se mette in condivisione idee e risultati, esattamente quello che noi ci prefiggiamo di fare con le infrastrutture di ricerca e con i partenariati. Una ricerca libera, che sia di tutti. Perché la ricerca non è un’isola, ma un arcipelago di donne e uomini, di idee e di soluzioni. Affinché la ricerca dia le risposte giuste, ha bisogno di fare rete. Rete è la parola chiave che abbiamo messo al centro di tutti i progetti del Pnrr, compreso questo Partenariato che nasce proprio con l’obiettivo di mettere insieme una comunità multidisciplinare di ricercatori.”

Coordinato dalla Fondazione INF-ACT, il progetto coinvolge 25 atenei nazionali, enti pubblici e privati, e circa 500 ricercatori di tutta Italia. Un gruppo di lavoro composito pensato per rendere il nostro Paese capace di affrontare in modo efficace la sfida creata da potenziali malattie infettive emergenti.

Nel 2023 secondo i dati dell'ISS, al sistema di sorveglianza nazionale risultano centinaia di casi di infezioni virali trasmesse da artropodi. Alcuni di questi sono dovuti a virus endemici, come gli oltre 320 casi di West Nile (e 21 decessi) e Usutu virus trasmessi dalla zanzara comune, Culex pipiens, i 127 casi di Toscana Virus trasmessi dai flebotomi (o pappataci) e i 48 casi di infezione neuro-invasiva trasmessi dalle zecche. Altri sono dovuti a virus tropicali, come i 347 casi di Dengue, gli 8 casi di Zika Virus e i 7 casi Chikungunya.

Dati che confermano come le nuove abitudini di viaggio e gli stili di vita moderni, uniti ai cambiamenti climatici, rendono il rischio epidemico un'ipotesi più che concreta. In tal senso, la sfida raccolta dal consorzio INF-ACT è quella di fornire i migliori strumenti per rispondere alle nuove minacce alla nostra salute, proponendo approcci innovativi e multidisciplinari, che considerino l'interconnessione della salute umana con quella animale e la salvaguardia dell'ambiente (One Health).