Microbiota, tra medicina personalizzata e approccio globale

Presentati al Centro studi americani gli ultimi studi dedicati al microbiota umano, nel secondo convegno organizzato dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico

29/05/2024

Roma, 29 maggio 2024 – Sviluppare trattamenti su misura per malattie infiammatorie croniche intestinali e disturbi dell’asse intestino-cervello, ma anche scoprire come il microbiota giochi un ruolo fondamentale per un approccio globale alla salute. Questi i focus del convegno “MICROBIOTA: equilibrio, diversità e resilienza per la salute… non solo dell’intestino”, organizzato dalla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e tenutosi oggi presso il Centro studi americani a Roma, in occasione della Giornata mondiale della salute digestiva.

Giunto alla sua II edizione, il convegno è stato curato da Michele Guarino, responsabile della Uos di Disturbi funzionali intestinali e Microbiota del nostro Policlinico.

Il microbiota umano è un ecosistema complesso di miliardi di microrganismi che vivono nel nostro corpo, influenzando non solo la salute intestinale, ma anche il sistema immunitario, il metabolismo e persino la salute mentale. Per questo, il suo studio è un campo dinamico che richiede la collaborazione tra diverse discipline, attraverso un approccio innovativo ‘one health’.

“Le ricerche traslazionali sul microbiota – ha detto Paolo Sormani, AD e Direttore generale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico in apertura – stanno rapidamente passando dai laboratori di base alle applicazioni cliniche. Ad esempio, stiamo vedendo emergere nuove terapie che utilizzano la modulazione del microbiota per trattare malattie infiammatorie croniche intestinali, disturbi metabolici e condizioni neurologiche. Questo approccio innovativo evidenzia il potenziale della medicina personalizzata, che tiene conto della composizione unica del microbiota di ciascun individuo per sviluppare trattamenti su misura”.

Moderata da Salvatore Fanali, docente Ph.D. School in Nanoscience and Advanced Technologies dell'Università di Verona, e Sara Galluzzo, dirigente medico Settore Innovazione e Strategia del Farmaco AIFA/EMA PDCO-SAWP, la prima sessione è stata dedicata alla medicina di precisione e personalizzata, con gli interventi di Irene Marafini (Università di Tor Vergata, Roma), Carola Severi (professore associato Gastroenterologia dell’Università La Sapienza di Roma) e Giovanni Cammarota (direttore Uoc Gastronenterologia Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS, Roma.

La seconda parte ha approfondito invece l’approccio globale alla salute, con gli interventi di Giovanni Leonardi, capo Dipartimento della salute umana, della salute animale e dell’ecosistema (One Health) e dei rapporti internazionali del Ministero della salute, Lorenza Putignani, responsabile Unità di ricerca di Microbioma umano IRCCS Bambino Gesù, Rosa Bruni, psichiatra e docente universitaria, e Chiara Alisi, ricercatrice del Laboratorio di Osservazioni e Misure per l’ambiente e il clima ENEA, moderati dalla senatrice Paola Binetti e dal presidente dell’Osservatorio europeo per lo Sviluppo sostenibile del Comitato economico e sociale europeo Maurizio Reale.

A chiusura del convegno sono state presentate le opere “Eubiosi” e “Disbiosi”, dell’artista Mitsuki Akiyama, che rappresentano il microbiota in condizione di equilibrio e disequilibrio. Una fusione, quella tra arte e scienza, che ispira a vedere la salute da una prospettiva più ampia e integrata.

“Questo approccio umanistico – ha sottolineato ancora Sormani – ci aiuta a passare da un modello ‘to cure’, focalizzato esclusivamente sulla cura della malattia, a un modello ‘to care’, che pone al centro il benessere complessivo del paziente, promuovendo una cura più integrata e personalizzata”.