Tumore colon-retto, appello alla prevenzione

Riuniti ieri i principali esperti italiani per accrescere la sensibilità verso i test e migliorare la partecipazione ai programmi di prevenzione. L'iniziativa promossa dalla Chirurgia Colo-rettale.

10/03/2023

Un appello alla prevenzione del tumore al colon-retto è stato lanciato ieri in occasione del convegno tenutosi al Centro Studi Americani e promosso dalla Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico di Roma nel mese dedicato internazionalmente alla sensibilizzazione su questa neoplasia. Un appuntamento nel quale si sono confrontati principali esperti italiani per accrescere la sensibilità verso i test e migliorare la partecipazione ai programmi di prevenzione.
In Italia i tumori del colon-retto rappresentano per incidenza la seconda neoplasia nelle donne e la terza negli uomini. Il Rapporto Aiom “I numeri del cancro in Italia” stima per l’anno 2022 48.100 nuovi casi (26.000 negli uomini e 22.100 nelle donne, in crescita rispetto al 2020 rispettivamente del +1,5% e del +1,6%). Soltanto il 30% degli italiani si sottopone agli screening regionali per la ricerca del sangue occulto nelle feci, un esame che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e che soltanto nel 5% dei casi dà esito positivo. In sostanza, il 70% della popolazione rinuncia a un proprio diritto, che è quello di conoscere per tempo una eventuale positività e consentire un pronto intervento.
Il tumore del colon-retto, infatti, è spesso conseguente all’evoluzione di lesioni benigne (polipi adenomatosi) della mucosa dell’intestino, che nell’80% dei casi impiegano dai 7 ai 15 anni per trasformarsi in forme maligne. Un tempo sufficientemente lungo per riuscire a prevenire la neoplasia, intervenendo con una semplice asportazione endoscopica dell’adenoma.

“Nel mese dedicato internazionalmente alla sensibilizzazione sul tumore colo-rettale – ha detto il Marco CaricatoDirettore UOC Chirurgia Colo-rettale della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e promotore dell'evento – vogliamo dare un forte contributo alla prevenzione e tranquillizzare la popolazione, perché solo nel 2.5% dei pazienti positivi al test del sangue occulto nelle feci il tumore al colon-retto si manifesta in stadio avanzato e, se diagnosticato per tempo, può essere sconfitto”. Per favorire la diagnosi tempestiva dal 2019 è attivo presso il Policlinico un ambulatorio open per neoplasie del colon-retto, accessibile tutti i mercoledì (esclusi i festivi) dalle ore 10.10 alle 11.30 senza prenotazione. È sufficiente un’impegnativa del medico di medicina generale riportante la dicitura “visita urgente per sospetta neoplasia del colon-retto” con priorità U o B o con un referto recente positivo per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, la sen. Beatrice LorenzinGiovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute, Stefano De Lillo, Vicepresidente Ordine dei Medici di Roma e Provincia, Luc Colemont, noto gastroenterologo e Direttore Associazione “Stop Darmkanker”, Antwerp (BE). Tra i relatori della Fondazione Policlinico Paolo Sormani, AD e Direttore Generale, Vincenzo Denaro, Direttore Scientifico Fondazione, Paolo Arullani, Presidente della Rome Biomedical Campus University Foundation, Michele Cicala, Responsabile UOC di Gastroenterologia e Presidente Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva – Sezione Lazio, Giuseppe Tonini, Direttore UOC Oncologia medica.

 

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