Vescica, asportata e ricostruita con robot Hugo

Ridotti di un terzo i tempi di degenza e del recupero del paziente

03/07/2023

Quando un paziente è affetto da patologia tumorale della vescica, può rendersi necessario un intervento di asportazione parziale o totale (cistectomia). Oggi, grazie alle tecnologie robotiche più avanzate, non solo è possibile eseguire un intervento in modo mininvasivo, ma in caso di cistectomia radicale, può anche essere “ricostruito” l’organo e configurato per ripristinare il sistema urinario, se il paziente è in buone condizioni generali di salute e il tumore risulta confinato alla sola vescica.
Tecnicamente, si parla di “cistectomia radicale robot-assistita con ricostruzione intracorporea di neovescica ortotopica” ed è stata eseguita presso la Fondazione Policlinico Universitario dal prof. Rocco Papalia, medico della UOC di Urologia diretta dal prof. Roberto Mario Scarpa, utilizzando il nuovo sistema robotico HugoTM RAS di Medtronic.

Dopo l’asportazione totale di vescica, prostata, vescicole seminali e linfonodi pelvici, è stata ricostruita una nuova vescica utilizzando un segmento del piccolo intestino ed è stata ricollocata al posto di quella naturale che era stata asportata. “La peculiarità di questo intervento, eseguito da noi per la prima volta su un uomo di 64 anni, è l’estrema precisione data dal nuovo sistema robotico Hugo e la possibilità di configurare la neovescica all’interno della cavità addominale del paziente, senza la necessità di eseguire grandi incisioni sulla cute o manipolazioni intestinali al di fuori dell’addome stesso” ha spiegato il prof. Papalia.

La mini-invasività del sistema robotico, le caratteristiche performanti dei quattro bracci chirurgici e l’esperienza dello staff hanno permesso di adattare la strategia chirurgica alle caratteristiche anatomiche del paziente e di eseguire la procedura in sicurezza.
Tra i vantaggi derivanti dall’ausilio del robot chirurgico, vi è anche l’assenza di grandi cicatrici sull’addome e la riduzione del dolore post-operatorio. Infine, la possibilità di manovrare l’intestino all’interno della cavità addominale ha permesso di ripristinare la funzionalità intestinale al secondo giorno successivo all’intervento e di dimettere il paziente al quarto giorno, riducendo a un terzo i tempi degenze e recupero del paziente.