Diagnosi, follow-up e trattamento delle epatopatie alcolica ed autoimmune e delle malattie biliari

L'alcool è una delle cause principali di patologia epatica cronica. Talora il consumo di alcolici è sottostimato e l'effetto lesivo degli stessi sottovalutato dai pazienti. Per tale ragione, talvolta solo a seguito di un'attenta anamnesi l'alcol emerge come possibile ‘tossina' in grado di giustificare il danno epatico osservato in un determinato paziente.

I pazienti con epatopatia alcolica vengono seguiti principalmente in regime ambulatoriale, da un lato valutando la necessità di riferimento presso un centro alcologico dedicato al percorso di disassuefazione, dall'altro caratterizzando la patologia sul piano clinico per individuare e distinguere i casi di malattia non evoluta (epatite alcolica o steatosi epatica alcolica) da quelli di cirrosi alcolica. In tal modo, i pazienti possono essere avviati verso programmi di follow-up individualizzati.

All'interno dell’Unità Operativa di Medicina clinica ed Epatologia vengono seguiti anche pazienti affetti da patologia autoimmune del fegato e delle vie biliari: epatite autoimmune, colangite biliare primitiva, colangite sclerosante primitiva. Il corretto inquadramento diagnostico del paziente affetto da epatite o colangiopatia autoimmune è frutto dell’utilizzo contemporaneo di diversi strumenti diagnostici da parte di personale esperto ed è fondamentale ai fini di una corretta gestione terapeutica.

I pazienti affetti da patologia autoimmune vengono studiati in regime ambulatoriale con esami ematici completi (in particolare autoanticorpi con pannello completo di tutte le sottoclassi antigeniche), eventualmente sottoposti a biopsia epatica in regime di day-hospital per definire l'eziologia e lo stadio della malattia, ed infine avviati al trattamento, il cui cardine è rappresentato dalla terapia immunosoppressiva e dall'utilizzo dell'acido ursodesossicolico (UDCA).

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